E' stato arrestato e condannato uno dei capisaldi della criminalità in Bosnia, Muhammed Ali Gasi, boss incontrastato di Sarajevo. La sua condanna è una vittoria per gli sforzi messi in campo dall'Unione Europea per contrastare l'illegalità in questo paese. E' stato dato, inoltre, un forte segnale alla criminalità organizzata, rimasta finora completamente impunita. Il boss, 35 anni, era libero di agire indisturbato, non rispettando le regole; viveva una vita di soldi, donne derivanti dalla illegalità delle sue azioni. Possedeva una Ferrari rossa che lasciava parcheggiata indisturbata nelle zone pedonali della città sicuro che nessuno avrebbe mai osato fargli una multa.
"Abbiamo dimostrato alla gente che questo tipo di persone non sono intoccabili" sottolinea Edin Vranj, il capo del dipartimento anti-criminalità della Federazione croato-musulmana (una delle due entità della Bosnia insieme alla Republika Srpska), il quale ha 350 poliziotti alla caccia di Gasi.
Prima dell'arrivo, nel 2006, della polizia Ue in Bosnia Erzegovina (Eupm) giudata dal Generale di Brigata dei Carabinieri, Vincenzo Coppola, Gasi era libero di scorrazzare per le strade della capitale indisturbato. Fin qundo le autorità non hanno trovato il coraggio di affrontare il problema, la latitanza del boss è continuata. Inoltre, Gasi attaccava continuamente, supportato dalla complicità dei media che hanno costruito intorno al boss la figura di un eroe di guerra, nonostante le umili origini, Oleg Cavka, il quale ha raccolto per quattro mesi consecutivi, indizi contro Gasi.
"Una volta ha avuto perfino la faccia tosta di telefonarmi per chiedermi perchè ce l'avessi con lui. Ha avuto il mio numero dal suo avvocato", ha raccontato Cavka in un incontro a Sarajevo con alcuni giornalisti la settimana scorsa. "E' stato un bel successo, che secondo me sarà un catalizzatore per operazioni simili che saranno condotte in futuro" concorda Coppola, sottolineando che la magistratura locale e l'Eupm stanno indagando su "altri 32 o 33 casi di criminalità organizzata in tutto il territorio della Bosnia-Erzegovina".
Il generale ci tiene a sottolineare che l'arresto del boss " è stata un'eccezione". Conferma questa posizione Drew Engel, americano a capo del Dipartimento anti-criminalità della Corte della Bosnia-Erzegovina. "Mi piacerebbe vedere i miei procuratori battersi fra di loro per vedersi assegnati i casi più difficili, invece, per il momento, hanno ancora un atteggiamento passivo, anche se individualmente sono molto preparati", dichiara.
Il lavoro dei magistrati e dei poliziotti in Bosnia è complicato enormemente dall'assetto iperfederalista del Paese creato dagli accordi di pace di Dayton del 1995. Questo prevede la Republika Srpska dei serbo-bosniaci e la Federazione croato-musulmana, due entità che possono essere considerati come due 'mini-Stati', ognuno dei quali ha un proprio governo, parlamento e corpi di polizia. In più nella Federazione ci sono 10 cantoni divisi tra croati e musulmani con strutture di governo completamente autonome. La volta in cui Gasi è stato avvistato a est di Sarajevo ci sono volute due ore e mezzo per mettersi d'accordo su quale corpo di polizia avesse dovuto provare a prenderlo. "Avrebbe avuto il tempo di scappare fino in Slovenia", denuncia Cavka.
Agenzia Radicale
21.04.2008 scrive
Bruxelles, 27 feb. (Apcom) - L'Unione europea ha rinunciato a pretendere dai politici della Bosnia-Erzegovina l'unificazione delle forze di polizia per procedere alla firma dell'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa). Bruxelles, ha indicato il comandante della missione di polizia Ue a Sarajevo, il brigadiere generale dei Carabinieri Vincenzo Coppola, si accontenterebbe di un "forte coordinamento" tra le varie forze di polizia del Paese, divise su basi etniche, che verrebbe garantito dalle due leggi attualmente in esame al Parlamento di Sarajevo. Le due leggi metterebbero in pratica l'accordo politico sulla riforma della polizia raggiunto a Mostar a fine ottobre dai rappresentanti delle tre comunità principali del Paese: serbi, bosniaco-musulmani e croati. Ma la loro approvazione è messa a repentaglio dal recente voltafaccia del leader del principale partito bosniaco musulmano Sda, Suleiman Tihic (Sda), che ha sconfessato l'intesa di Mostar rimproverando all'Ue un approccio troppo indulgente nei confronti dei serbo-bosniaci, i quali hanno rilanciato i loro propositi separatisti sull'onda dell'indipendenza del Kosovo. Secondo Coppola, che ha parlato con alcuni giornalisti a Bruxelles, i politici bosniaci "devono ancora dimostrare di voler entrare in Europa, cioé di essere disposti a negoziare abbastanza per poter raggiungere un risultato positivo". Il comandante Ue si è dichiarato ottimista sulle chance di un accordo a condizione che i leader serbo-bosniaci "prenderanno il loro tempo". Entro due settimane, comunque, le leggi sulla polizia dovrebbero essere votate.
Fonte: Apcom
SARAJEVO - La polizia della republika Srpska (Rs, entità a maggioranza serba di Bosnia) è in stato d'allerta e decisa a prevenire eventuali incidenti nel caso di proteste di massa alla eventuale proclamazione dell'indipendenza del Kosovo, prevista per questo fine settimana. Lo ha reso noto il ministero dell'interno della Rs.
(ANSA) - SARAJEVO, 7 APR - Il primo ministro della Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba di Bosnia) ha dichiarato questa sera di aver accettato le dimissioni presentate oggi dal direttore della polizia della Rs, Dragomir Andan (nella foto), motivate soprattutto dalle critiche alla sua insufficiente collaborazione con il tribunale internazionale dell'Aja (Tpi). Secondo la stampa bosniaca, l'Alto rappresentante della comunita' internazionale Christian Schwarz-Schilling e alcuni dirigenti della Rs hanno ricevuto nei giorni scorsi una lettera del procuratore capo del Tpi Carla Del Ponte, in cui sollecitava la rimozione di Andan per la mancata cattura dei tre ricercati serbo bosniaci, Radovan Karadzic e Ratko Mladic, ex leader politico e militare dei serbi di Bosna e l'ex capo della polizia di Banja Luka Stojan Zupljanin, ricercati per genocidio e crimini di guerra e contro l'umanita'. La stampa della Federazione Bh (l'entita' bosniaca a maggioranza croato musulmana) da alcuni mesi riporta documenti e fotografie che ritraggono Andan col generale Mladic, durante la guerra, affermando che fosse all'epoca il capo dei suoi pretoriani. In queste ultime settimane Andan, che piu' volte avrebbe promesso a Del Ponte la cattura di Mladic, si sarebbe inserito a viva forza nelle trattative che il governo di Belgrado, sottoposto a forti pressioni internazionali, sta conducendo con il generale perche' si consegni al Tpi, manifestando, pero', un interesse per la taglia di cinque milioni di dollari pubblicata da Washington. Il direttore della polizia Rs si sarebbe anche dimostrato un ostacolo al piano di Belgrado di emulare lo scenario usato da Zagabria per Ante Gotovina, facendo cioe' arrestare Mladic fuori dai confini della Serbia, in territorio bosniaco, per evitare proteste interne e per poter affermare che non si nascondesse nel Paese.
(ANSA) - SARAJEVO, 18 GEN - La polizia della Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza) ha lanciato stamani, prima dell'alba, un'operazione nell'est della Bosnia per localizzare un latitante ricercato dal Tribunale internazionale dell'Aja. Lo ha reso noto il portavoce del ministero dell'interno della Rs Radovan Pejic. ''In base all'informazione sulla possibile presenza di una delle persone che figurano sulla lista dei ricercati del Tpi, ha detto Pejic, l'unita' speciale della polizia serbo bosniaca sta conducendo un'operazione nell'area di Zepa''. Sono in corso, ha aggiunto, controlli e perquisizioni in diverse localita' della zona. Pejic non ha precisato l'identita' del ricercato. Sulla lista del Tpi figurano ancora, per quanto riguarda la Bosnia, i nomi dell'ex leader politico dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic, del suo comandante militare Ratko Mladic e dell'ex capo della polizia della regione di Banja Luka Stojan Zupljanin. Tutti e tre sono accusati di genocidio e crimini di guerra e contro l'umanita'. L'attivita' dei poliziotti e' monitorata dagli appartenenti alla Polizia europea in Bosnia (Eupm), ha detto ancora Pejic ed ha aggiunto che dell'operazione e' stata informata anche la forza militare dell'Ue, Eufor, pronta a fornire sostegno, se necessario, alle forze locali.
Secondo fonti della polizia locale, l'operazione dei reparti speciali della polizia serbo bosniaca nell'est della Bosnia ha per obiettivo la cattura di Ratko Mladic, ex comandante dell'esercito serbo bosniaco ricercato per genocidio e crimini di guerra. Lo hanno reso noto i media. L'area di Zepa dove e' in corso l'azione della polizia comprende anche Han Pijesak, localita' dove si trova il bunker usato da Mladic come sede del suo comando durante la guerra e dove il ricercato e' stato segnalato l'ultima volta nell'estate del 2004. L'anno scorso il bunker e' stato chiuso e sigillato da parte dell'Eufor.
(ANSA) - BRUXELLES, 24 NOV - Il Consiglio europeo ha deciso oggi l'estensione fino alla fine del 2007 del mandato della missione di polizia dell'Ue in Bosnia Erzegovina (Eupm), ridimensionandone pero' il contingente. La forza europea si concentrera', secondo quanto era stato gia' anticipato, maggiormente sulla lotta al crimine organizzato, attraverso metodi piu' ''intraprendenti'', e sulla riforma di polizia. La revisione del mandato segue una esplicita richiesta da parte delle autorita' bosniache. La modifica comportera' anche un ridimensionamento degli effettivi sul campo, che secondo fonti di Bruxelles, passeranno a circa 150 da un numero attuale che e' intorno ai 300/400. Nel modificare il mandato dell'Eupm, il Consiglio ha di conseguenza rivisto il ruolo del rappresentante speciale dell'Ue in Bosnia, attualmente ricoperto dal britannico Paddy Ashdown, in relazione ai suoi poteri sulla missione di polizia. L'Eupm e' sul campo in Bosnia dal gennaio 2003, e' guidata dal militare irlandese David Carty e conta truppe provenienti da tutti i 25 paesi membri dell'Ue e da nove paesi esterni all'Unione.
(ANSA) - SARAJEVO, 18 OTT - La camera dei popoli, il secondo ramo del parlamento centrale bosniaco ha approvato all'unanimità l'accordo sulla ristrutturazione delle forze di polizia in Bosnia, già approvato dalla camera dei rappresentanti dai parlamenti delle due entità che compongono la Bosnia uscita dagli accordi di Dayton, la Federazione Bh (a maggioranza croato musulmana) e la Republika Srpska (a maggioranza serba).
La riforma, che assegna allo stato centrale le competenze sulla legislazione, il finanziamento e l'organizzazione territoriale delle forze dell'ordine, è stata per un anno ostacolata dalla dirigenza della Rs.
Assieme alla normativa quadro sul servizio pubblico radiotelevisivo, già approvata, la riforma della polizia era una condizione chiave posta da Bruxelles nello studio di fattibilità per avviare i negoziati per l'Accordo di stabilizzazione ed associazione (Asa) all'Ue.
Il processo si è sbloccato quando, dopo le minacce di pesanti sanzioni internazionali, il 5 ottobre il parlamento della Rs ha approvato la riforma che rispetta i tre principi fissati dall'Ue e prevede la costituzione di una 'direzione' con il compito di ristrutturare la polizia in cinque anni.
In previsione del completamento dell'iter parlamentare e della odierna definitiva approvazione dell'accordo, l'ambasciatore britannico a Sarajevo, Matthew Rycroft, ha annunciato ieri che Bruxelles potrebbe dare l'ok per l'inizio dei negoziati il 12 dicembre prossimo.
12 Febbraio 2008- Finalmente, tra le mille cose che ho fatto e faccio, ne ho fatta una di cui sono davvero fiera e contenta: ho scritto un libro. Non è il primo che scrivo. Non è nemmeno il primo che pubblico. Però è il mio primo romanzo e, soprattutto, è il libro che avrei voluto scrivere. Per verificare che non ci fossero errori o sviste l'ho riletto da capo a piedi e poi, nonostante sia ipercritica nei confronti di me stessa e di ogni cosa che faccio, mi sono sorpresa a pensare: è bello, è proprio bello. Quasi me ne vergogno ma è la verità e vorrei che tutti potessero leggerlo e dire la loro. La distribuzione partirà tra breve. Al momento è reperibile presso la casa editrice che lo ha messo in vendita in internet, e si può acquistare senza problemi tramite le carte varie previste o anche contrassegno. Se volete... se ne avete voglia, cliccate sull'immagine della copertina subito qui sotto. Se amate gli animali, i cani in particolare... se avete amato un libro che si intitola "Il Piccolo Principe" allora, credetemi, non ve lo dovete perdere. Poi fatemi sapere che ne pensate. Ve ne sarò davvero molto grata. Ciao e buona lettura, Valeria


Questo blog rappresenta una capocciata giornalistica.
Viene aggiornato in modo assolutamente irregolare, sulla base delle notizie pervenute e della misura del giramento di palle che ne consegue.
Talvolta viene aggiornato solo per il gusto, altre volte per puro dispetto. Pertanto ai sensi della Legge 62 del 7-3-2001 sull'Editoria, questo blog è assolutamente privo di senso.


